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Il mercato della comunicazione, anche quella digitale, vive momenti complessi: «Le aziende cominciano a rivedere i loro budget di marketing online: alcune lo destinano completamente al web, altre lo riducono per tornare al tradizionale. In una situazione un po’ critica come quella attuale, una società come Trackset sta riscuotendo molto successo, proprio perché in un momento in cui la necessità di razionalizzare i costi è dominante, le imprese hanno l’esigenza di controllare e analizzare il proprio investimento e, di conseguenza, sono alla ricerca di soluzioni e servizi per controllare le performance e il ritorno sull’investimento delle proprie attività digitali», così il managing director di Trackset, Alessio Semoli, descrive la situazione di mercato. «Non importano le dimensioni delle aziende che investono in comunicazione, né tantomeno la loro tipologia, dipende soprattutto da quanto il management aziendale creda nella comunicazione digitale».
Come è possibile creare maggiore cultura attorno al tema delle misurazioni?
Credo molto nella formazione, tanto che per i nostri clienti abbiamo creato Trackset University.
Tuttavia, sono convinto che la formazione debba essere trasversale al mercato e credo che un tale livello di conoscenza si ottenga solamente organizzanizzando incontri gratuiti e non al contrario facendo pagare i clienti.
Una formazione aperta al pubblico si diffonde più velocemente nella massa, altrimenti si rischia di coinvolgere o attrarre esclusivamente chi è già in possesso di competenze, ma che vuole approfondire. L’obiettivo principale deve essere unicamente la formazione di una cultura di base adeguata e diffusa.
Lo scopo principale deve essere la diffusione della cultura tra la clientela, una cultura non commerciale bensì di contenuto. In Italia viviamo ancora un gap nei confronti degli altri Paesi europei, proprio a causa di una scarsa conoscenza si fa un uso ancora limitato degli strumenti di web analytics. Unire più voci cioè fare in modo che alcuni protagonisti di questo mercato si mettano insieme a scopo formativo potrebbe essere un punto di partenza importante, anche se difficile da realizzare. Pagare un biglietto d’ingresso è una barriera che si frappone tra gli investimenti e il mercato, soprattutto in una situazione come quella attuale, in cui i budget sono razionalizzati in continuazione.
Ha accennato al gap con gli altri Paesi…
In alcuni casi, come in Gran Bretagna per esempio, ci sono situazioni simili a quella italiana, soprattutto dal punto di vista degli investimenti. Tuttavia, quello che succede all’estero è che la web analytics viene percepita come strumento strategico, in Italia è ancora necessario avvicinare le aziende a questa tipologia di strumenti. oprattutto, è la percezione che le aziende hanno del web e delle sue potenzialità, se la percezione è bassa non investono, quindi, si ritorna al problema principale: in Italia permane una scarsa cultura. Anche la Spagna è più avanti a noi, tanto che l’1 e il 2 aprile a Madrid parteciperemo alla manifestazione Ome, per presentare le nostre soluzioni e incontrare il mercato.
Il trend di Trackset…
La nostra società sta andando bene e si sta posizionando come azienda di riferimento del settore. Copriamo quasi interamente il comparto finanziario-assicurativo, inoltre la nostra presenza sui mercati internazionali si sta ampliando molto. A maggio lanceremo una soluzione che cambierà completamente il mercato della web analytics e darà la possibilità alle aziende di potersi dotare di uno strumento unico nel suo genere. Le nostre aspettative per il 2009 vedono un obiettivo ambizioso nonostante la crisi, perché crediamo di poterci definitivamente consolidare a livello europeo. Appartenere a un gruppo internazionale, da un punto di vista organizzativo potrebbe sembrare complesso, invece permette di ottenere visibilità importante, che da soli non avremmo potuto ottenere.
DailyOnline mer-11-marzo 2009 |